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Riflessioni sul ruolo dell'assistente sociale nella presa in carico di migranti vittime di violenza di prossimità
2018
Le autrici affrontano il problema della violenza di prossimità subita dai rifugiati / richiedenti asilo durante il loro percorso migratorio. Inoltre, riflettono sul ruolo assunto dall'assistente sociale nel cosiddetto "processo di accompagnamento" verso un percorso di sensibilizzazione, emancipazione e responsabilizzazione personale delle vittime. The authors addresses the issue of proximity violence suffered by refugees/asylum seekers during their migration path. Furthermore, they reflects on the role assumed by the social worker on the so-called “accompaniment process” towards an awareness path, emancipation and personal empowerment of the victims.
La disabilità e l'empowerment bi-professionale di assistente sociale e counselor in una prospettiva di Social Innovation
2013
Il saggio pone agli estremi della riflessione il soggetto diversamente abile da un lato e la Social Innovation come modello emergente del fare politica sociale. Analizza i due nuclei concettuali attraverso gli sviluppi procedurali che potrebbero determinarsi nell’integrazione professionale delle competenze proprie dell’assistente sociale e del counselor. La ricerca condotta attraverso le interviste semistrutturate a testimoni significativi che svolgono l’una o l’altra delle professioni esaminate presso associazioni di Terzo settore della Sicilia occidentale, si sforza di individuare gli elementi di criticità a quelli che potenzierebbero le reciproche competenze dei professioni sti in questi…
“GENDER NEUTRALITY” E “GENDER SEGREGATION” IN UNA PROFESSIONE TRADIZIONALMENTE FEMMINILE
2016
L’ingresso progressivo delle donne nel mondo del lavoro è stato accompagnato da una sostanziale “gender segregation”, che si evidenzia soprattutto in talune professioni di cura, fra cui quella dell’assistente sociale. Secondo l’autrice, non si è trattato solo, nel XX secolo, di separare foucultianamente le professioni maschili da quelle femminili, favorendo di fatto un ingresso di “genere” alle professioni, quanto di imporre un modello culturale e un habitus comportamentale “ gender neutrality” alle lavoratrici e alle professioniste. L’autrice individua una possibile causa dell’imposizione del modello “gender neutral” in un retaggio culturale “positivista e razionalista”, volto a sminuire ‒…